Mirco Gualerzi
Gualerzi nasce nel 1936 a Cardano al Campo, in provincia di Varese, da famiglia piccolo borghese emiliana e cresce in ambiente di cultura contadina.

Nell'estate 1975 Gualerzi si trasferisce a Uscio, un'appartata località appenninica non ancora del tutto compromessa dal turismo. Già dal 1958 l'artista frequentava tale località come luogo di vacanza, e vi si è sposato.
Ange Corsini scrive di Gualerzi: "Ultimamente egli vive in uno spazio incomprensibile per molti che lo conoscono, in un paese della montagna ligure, aria rarefatta e vento tagliente, gas apparentemente diversi dalla miscela che si respira a Milano, uomini d'un altro mondo, per avere un rapporto con i quali occorre inventarsi un rigido alfabeto comportamentale".
La Liguria, con i suoi valori di lunga durata, ha interferito positivamente sulla personalità dell'artista.
Questi valori vanno individuati nella struttura geologica e ideale dei paesaggio, nell'indole dura e riservata
della gente, nella ricerca degli artisti -pittori, scultori, poeti- volta a recuperare un'immagine essenziale,
'quadrata', aderente alla realtà e nel contempo ricca di componenti simboliche e fantastiche. Enrico Crispolti, in uno
scritto dedicato a Giuseppe Cominetti, espone alcune considerazioni su Genova, dei tutto estensibili alla Liguria,
che aiutano a chiarire le diverse prospettive e i nuovi orientamenti determinatisi per Gualerzi.
Scrive Crispolti: "Genova, non solo dà l'impressione di una condizione di distacco dal retroterra (e in senso fisico e in senso culturale), ma addirittura di una proiezione quasi violenta verso il mare, cioè verso una libertà non subito limitata, che tuttavia è anche una condizione di profonda, a volte vagamente folle solitudine, alla quale corrisponde una certa possibilità, ma anche necessità, di autarchia persino degli strumenti linguistici.
"Ara di pietra sei, tra mare e cielo levata, dove bruciano aromi di selvagge erbe" recita Sbarbaro ... .
Così nasce quell'elemento visionario (non surreale, in senso storicamente surrealista, cioè con sistematico richiamo all'inconscio attraverso la tecnica di provocazione dell'automatismo), che ricorre spesso, e nei modi più accesi, in episodi, a volte veramente sorprendenti, della pittura genovese ma non solo quella, in verità".
La Liguria si identifica con la sua geologia e la sua vegetazione, rigogliosa e smagliante sulla costa, scabra e tonale nell'entroterra.
La vicenda di Mirko Gualerzi si svolge fra Lombardia e Liguria, arricchita da esperienze di lavoro e di verifica condotte in Belgio ed in Francia.